Articolo “Sequestro ebraico in Terrasanta” di Massimo Fini: narrazione grave e distorsiva
L’Osservatorio Israele esprime ferma condanna per l’articolo ‘Sequestro ebraico in Terrasanta’ firmato da Massimo Fini e pubblicato oggi su Il Fatto Quotidiano. Si tratta di un testo che supera la soglia della critica politica legittima e scivola in una rappresentazione distorsiva, nella quale Israele, gli ebrei e l’ebraismo vengono impropriamente sovrapposti, trasformando una critica a un governo in una generalizzazione identitaria che richiama stereotipi antiebraici.
Particolarmente grave è il riferimento a un presunto uso politico della Shoah, che rischia di banalizzare una tragedia storica senza precedenti inserendola in una polemica giornalistica. In un contesto di sicurezza complesso, le misure adottate da Israele hanno riguardato tutti i luoghi di culto, senza distinzioni, incluse sinagoghe, moschee e chiese: rappresentarle come espressione di un presunto accanimento ‘ebraico’ è inaccettabile. Criticare Israele è legittimo. Utilizzare distorsioni e linguaggi che colpiscono un intero popolo non lo è.