Gaza, 80% delle vittime sono combattenti del gruppo terroristico Hamas
Hamas ha ammesso implicitamente – e in modo clamoroso – che una quota molto elevata delle vittime registrate nella Striscia di Gaza durante la guerra innescata il 7 ottobre 2023 era composta da propri combattenti. L’organizzazione ha infatti annunciato il pagamento di indennità a circa 50.000 vedove di miliziani di Hamas uccisi dall’esercito israeliano nel corso del conflitto. Se questo dato è anche solo approssimativamente corretto, emerge un elemento difficilmente contestabile: la maggior parte delle morti segnalate a Gaza riguarderebbe combattenti armati e non civili, arrivando fino all’80% del totale delle vittime.
Questa ammissione contraddice direttamente la narrazione portata avanti per mesi da Hamas, secondo cui Israele avrebbe condotto operazioni militari indiscriminate contro la popolazione civile della Striscia di Gaza. Al contrario, il dato rafforza le valutazioni militari israeliane, secondo cui gli attacchi erano diretti principalmente contro infrastrutture, comandi e combattenti di Hamas, inseriti deliberatamente all’interno di aree densamente abitate.
Per tutta la durata della guerra, Hamas ha rifiutato qualsiasi distinzione tra civili e combattenti, integrando sistematicamente miliziani, depositi di armi e centri di comando nel tessuto urbano civile. Parallelamente, l’organizzazione ha diffuso i numeri delle vittime attraverso il cosiddetto “Ministero della Salute di Gaza”, struttura direttamente controllata da Hamas, i cui dati sono stati ripresi senza adeguate cautele da numerosi organi di stampa, ONG e organismi internazionali.
Alla luce di questa rivelazione, i resoconti sulle vittime utilizzati dalle Nazioni Unite e da parte della comunità internazionale risultano gravemente indeboliti, perché fondati su cifre provenienti da un attore direttamente coinvolto nel conflitto e interessato a orientare la percezione pubblica. Il problema non è solo quantitativo, ma strutturale: l’accettazione acritica di dati forniti da un’organizzazione terroristica ha contribuito a costruire una rappresentazione distorta della guerra.
Fonte: MiddleEast24