Israele annuncia un piano di 110 miliardi di dollari per un’industria della difesa autonoma

Israele annuncia un piano di 110 miliardi di dollari per un’industria della difesa autonoma

Gerusalemme ha annunciato un investimento da 110 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni per rafforzare la propria industria nazionale della difesa e ridurre la dipendenza dalle forniture militari estere. La decisione si inserisce in un contesto di sicurezza estremamente complesso, caratterizzato da minacce costanti e multilivello che coinvolgono direttamente la stabilità dello Stato israeliano.

Nonostante Israele sia già tra i paesi più avanzati al mondo nel settore della difesa e della tecnologia militare, il governo ha scelto di fare un ulteriore passo in avanti, puntando su una maggiore autonomia produttiva e su capacità industriali interne ancora più solide. La difesa viene considerata una componente essenziale della sovranità nazionale e non una semplice voce di spesa.

Le minacce che la terra santa si trova ad affrontare restano concrete e attuali. L’Iran continua a rappresentare il principale fattore di destabilizzazione regionale, sia attraverso il proprio programma militare sia tramite il sostegno diretto a gruppi armati ostili. Hezbollah in Libano mantiene un vasto arsenale puntato contro Israele, mentre gli Houthi nello Yemen, sostenuti da Teheran, rimangono una minaccia attiva capace di colpire infrastrutture e interessi strategici nella regione.

In questo scenario, investire nella difesa significa garantire sicurezza, deterrenza e capacità di risposta. Il rafforzamento dell’industria militare israeliana non risponde a logiche di escalation, ma alla necessità di proteggere la popolazione e assicurare la stabilità in un’area segnata da conflitti e attori ostili.

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