La testimonianza di Romi Gonen e i crimini di Hamas contro gli ostaggi

La testimonianza di Romi Gonen e i crimini di Hamas contro gli ostaggi

La testimonianza di Romi Gonen, ex ostaggio israeliana liberata dopo 471 giorni di prigionia nella Striscia di Gaza, rappresenta uno dei racconti più gravi e diretti sulle violenze sessuali subite dagli ostaggi durante la detenzione per mano di Hamas.

In un’intervista rilasciata all’emittente televisiva israeliana Channel 12, nel corso del programma investigativo Uvda, Gonen ha dichiarato di essere stata aggredita sessualmente più volte, da uomini diversi, “con diversi livelli di gravità”, durante il periodo della sua prigionia.

La sua testimonianza rompe un silenzio che, come la stessa Gonen ha sottolineato, pesa ancora su molte vittime: «La domanda che tutti si pongono è se siamo state molestate. Credo che spesso non venga fatta perché nessuno vuole davvero sentire la risposta».

Particolarmente allarmante è il racconto delle minacce dirette ricevute per impedirle di parlare: uno dei suoi carcerieri le avrebbe puntato una pistola alla testa, intimandole di tacere sotto la minaccia di morte. Un elemento che conferma come la violenza sessuale sia stata accompagnata da coercizione armata e controllo psicologico, aggravando ulteriormente la condizione delle vittime.

Le parole di Romi Gonen si inseriscono in un quadro già documentato da testimonianze convergenti, rapporti internazionali e indagini giornalistiche, che indicano come la violenza sessuale sia stata utilizzata non come atto isolato, ma come strumento di terrore, umiliazione e dominio nei confronti degli ostaggi.

Noi ti crediamo, Romi. Crediamo alla tua voce. Crediamo alla tua testimonianza. Crediamo a chi rompe il silenzio dopo l’orrore. Il silenzio non è neutralità. È complicità.

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