Sette milioni verso Hamas: come le raccolte fondi in Italia finivano al terrorismo
Per anni è stato presentato come un interlocutore legittimo della solidarietà palestinese in Italia, accolto nei circuiti istituzionali e nel dibattito pubblico. Oggi, secondo gli atti dell’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, quella stessa figura viene indicata come finanziatore diretto di Hamas e come vertice della cellula italiana dell’organizzazione terroristica.
L’arresto di Mohammad Hannoun, insieme ad altre otto persone, e il sequestro di oltre otto milioni di euro segnano una frattura netta. Non solo sul piano giudiziario, ma sul modo in cui per anni è stato raccontato e accettato un certo attivismo politico mascherato da impegno umanitario.
Secondo l’accusa, Hannoun avrebbe diretto per oltre vent’anni un sistema strutturato di raccolta fondi formalmente destinati ad aiuti umanitari, ma in realtà dirottati verso Hamas, organizzazione terroristica riconosciuta dall’Unione Europea. Gli inquirenti parlano di oltre sette milioni di euro trasferiti, di contatti con il comparto estero dell’organizzazione e di una rete operativa stabile sul territorio italiano. L’operazione, condotta da Polizia di Stato e Guardia di Finanza, ha portato a nove arresti e al coinvolgimento diretto di tre associazioni.
Colpisce la normalità apparente di questo sistema: non una rete clandestina, ma una struttura che operava alla luce del sole, protetta da un linguaggio rassicurante e da una narrazione selettiva del conflitto israelo-palestinese. È qui che la vicenda assume un significato più ampio, politico e culturale.
Il punto non è solo giudiziario. È il fallimento di un sistema di legittimazione che ha consentito a strutture opache di presentarsi come umanitarie, di accreditarsi presso istituzioni e media, mentre alimentavano un’organizzazione fondata sulla violenza e sull’uso dei civili come strumento di guerra.
Ogni euro che finisce a Hamas non aiuta i palestinesi: li condanna. Li consegna a un’organizzazione terroristica che li sfrutta e li affama. In Europa e in Italia esistono reti e “satelliti” che, dietro una retorica umanitaria, hanno contribuito a legittimare e finanziare questo sistema.