Sydney, spari durante Hannukah: l’antisemitismo globale passa dalle parole alle armi

Sydney, spari durante Hannukah: l’antisemitismo globale passa dalle parole alle armi

“Quello avvenuto a Sydney, durante la festa di Hannukah, non è un fatto di cronaca isolato. È un atto di odio politico e religioso. Una sparatoria di massa contro civili riuniti per una celebrazione ebraica, con morti e feriti, è terrorismo antisemita, punto.

Le parole del presidente israeliano Isaac Herzog colgono il punto: siamo davanti a un’enorme ondata di antisemitismo globale, che non nasce dal nulla e non può più essere minimizzata. Quando l’odio contro Israele viene normalizzato, quando nelle piazze occidentali si legittimano slogan e narrazioni che criminalizzano un intero popolo, il passaggio dalla parola alla violenza diventa solo una questione di tempo.

La comunità ebraica australiana è sotto choc e in allerta. Israele chiede giustamente all’Australia di agire. Ma la responsabilità non è solo di Canberra. È di tutte le democrazie occidentali che continuano a tollerare ambiguità, doppi standard e silenzi imbarazzati di fronte all’antisemitismo contemporaneo, spesso mascherato da militanza politica.

Hannukah è la festa della luce contro l’oscurità. Colpire degli ebrei mentre la celebrano significa voler spegnere quella luce. Difendere Israele e le comunità ebraiche non è una posizione “di parte”: è una linea di civiltà. Chi ancora finge di non vedere, oggi è complice.”

Nicolae Galea, Presidente ODI

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